Serata afosa di fine luglio. In una tavola imbandita allaperto, al centro sportivo comunale di Cantù, il gruppo dei Trittoni Marini è riunito al gran completo. Compresi soci e simpatizzanti. Motivo? Jala, diminutivo di Jalabert, alias Marino, ha perso una delle tante scommesse per cui la cena a base di affettati, antipasti vari e mega spaghettata di mare, condita con litri di birra e vino bianco, è tutta a suo carico. Ma facciamo un passo indietro.
Che sega sei? mi dice Jala con la consueta aria da tiracazzotti: non riesci neppure ad andare sotto i 4 nei mille?.
La mia risposta non si fa attendere: Scommettiamo sbruffone da strapazzo (o re dei minchioni non ricordo bene come lho chiamato) che tu non riesci neppure a fare un mille in 340?.
Quello che vuoi replica spavaldo il re dei minchioni (adesso ricordo cosa gli ho detto!).
Bene, allora cena per tutto il gruppo propongo io - Se non ce la fai in 340 paghi per tutti. Se invece riesci pago io. Ok., qua la mano. Avete sentito tutti vero? chiede the king of the minchions gia pregustando la vittoria.
Morale: dopo un mese di allenamenti intensi, e ripensamenti vari la notte prima della grande sfida Jala non ha chiuso occhio dalla tensione ecco il grande momento. Al campo la voce si era sparsa da giorni, quindi limpianto sportivo era affollato come se ci fosse un meeting datletica internazionale.
Jala è pallido come un lenzuolo. Esterna propositi di abbandono. Psicologicamente è distrutto prima ancora di partire. Si porta sulla linea di partenza. Tergiversa in cerca dellispirazione giusta.
Lo starter, Lillo, minaccia di affibbiargli un calcio in culo se non si decide a partire entro i prossimi due minuti (ne erano già passati sette!). Ecco che finalmente parte. Lincitamento è unanime. Gira forte il fenomeno: passa i quattrocento in 115. Agli ottocento il cronometro segna 250. Stop al cronometro: 324! Il tempo di tirare il fiato ed eccolo sfoderare il sorriso da tiracazzotti che solitamente lo contraddistingue, abbinato al gesto dellombrella.
Hai visto sega, 324. Paga!
Non mi scompongo più di tanto e replico con aria da saccente (tipo bastardo dentro) assistito dagli altri Trittoni e da tutto il pubblico presente: Mi spiace, ma sei tu che hai perso: la scommessa era che tu dovevi fare i mille in 340, né più, né meno. Li hai percorsi in 324, quindi sono cazzi tuoi! Allora, quando si mangia?.
Grande giornata quella per i Trittoni Marini!
Ma torniamo alla nostra spaghettata di mare. Anzi alla fine della cena. Oramai si viaggiava verso mezzanotte. Il caldo era insopportabile, i litrozzi di birra non riuscivano a placare la sete (e neppure il fuoco del peperoncino sparso abbondantemente sugli spaghi).
Fossimo stati al mare, un bel bagno non ce lavrebbe tolto nessuno dice qualcuno
Vittorio improvvisatosi chiromante, incomincia ad indagare tra gli avanzi nel piatto di Jala, presagendo sfighe e sventure per gli anni a venire, ci vuole qualcosa di forte, qualcosa di coraggioso che scacci per sempre la sfiga da the king of the minchions
Idea: visto che siamo atleti (o perlomeno pensiamo di esserlo) e che siamo adiacenti alla pista datletica, perché non facciamo un bel quattrocento biotti (che significa nudi nel dialetto in uso nella parte meridionale della Namibia di parte francese) come rane. Ovviamente calzando le scarpe datletica? Giriamo al buio, chi ci vede? Approvazione unanime, compresa laccompagnatrice di Jala che però, precisa, si limita a fare da spettatrice. Unico contrario chi è secondo voi? Esatto! The King of the minchions. Quello che paga la cena!
Scavalchiamo la recinzione, ci mettiamo sulla linea di partenza dei quattrocento. Deponiamo i vestiti ed eccoci belli biotti (tiriamo pure via il belli), con tanto di scarpe datletica ai piedi. La visibilità è di 6-7 metri. La luna cè ma non rischiara più di così. E mezzanotte. Si parte. Rimaniamo in gruppo perché dopo tutto quello che abbiamo mangiato (e bevuto) non cè nessuno in grado di fare neppure un accenno di scatto. Rettilineo finale, oramai mancano pochi metri allarrivo. Allimprovviso le luci della pista si accendono (ancora oggi rimane un mistero sulla mano che ha azionato gli interruttori). Lo spettacolo non deve essere il massimo per gli unici due spettatori che assistono alla scena, anche se laccompagnatrice di Jala tenta un timido applauso subito stoppato da unocchiataccia del pagatore di scommesse.
Estata proprio una bella serata! Da rifare. Magari questa estate. Peccato che The King
. si sia ritirato dalla scena agonistica e solamente di rado frequenti la sede. Noi lo aspettiamo sempre.
Dino
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