Si deve però affrontare qualcosa di nuovo, decidiamo quindi di scendere al letto del fiume seguendo l'antico sentiero, ora ovviamente dimenticato e malmesso, che serviva ai prodi taglialegna per effettuare la manutenzione dell'antica teleferica Orfalecchio-Mergozzo.
Raggiungiamo quindi il parcheggio nei pressi dell'alpe Ompio, ed in circa 1 ora e mezza siamo all'alpeggio di Corte Buè.
Incontriamo tre simpatici tedeschi con i quali condividiamo a gesti i nostri percorsi e le nostre esperienze in Val Grande, i tre sono preoccupati per eventuali temporali che disturberebbero non poco i loro progetti.
La traccia per la prima ora sembra abbastanza evidente e priva di pericoli, arriviamo in prossimità di un basamento dell'antica teleferica, dove avvistiamo con il binocolo il tetto del rifugio di Orfalecchio.
Nonostante ci avessero già avvisato dell'impossibilità di raggiungere la meta senza aver prima guadagnato il torrente in prossimità della confluenza con il rio Ancino, ci ostiniamo tentando di superare un costone di roccia, supponendo che subito dietro ci sia l'antico borgo.
Perdiamo in tal modo almeno un' ora, rischiando ad ogni mossa di infilzarci con qualche ramo o di franare con tutto ciò che ci sta attorno.
Convinti dell'impossibilità dell'impresa scivoliamo letteralmente fino al fiume dove ci rendiamo finalmente conto di aver fatto un grosso errore di valutazione, visto che la valletta del rio Ancino è ancora da superare.
Ci concediamo un bagno uno spuntino ed un pò di sole in questo ameno scorcio di Val Grande , dopodichè raggiungiamo Orfalecchio senza difficoltà.
Deposti gli zaini ritorniamo al torrente in direzione per l'Arca che verrà raggiunta più tardi di gran lena dai 2 super eroi Maurizio ed Adriano, nel frattempo Paolo ed io preferiamo concederci un pò di svago tra i massi granitici del torrente.
Ritornati al rifugio, troviamo 3 ragazzi della provincia di Varese ed un bimbo di 8 anni in compagnia del padre, oserei dire un pò incosciente, che alloggeranno in tenda.
Prima di cena avvisto sopra il muraglione della teleferica, prima una grossa volpe e successivamente un camoscio che si allontana sulle sole zampe anteriori!!!
Il mattino seguente decidiamo di accompagnare i tre amici fino al primo vero ostacolo da brivido posto tra loro e l'Arca, la mancanza di umidità rende il passaggio meno critico anche se il salto è notevole.
Salutati i tre, ritorniamo sui nostri passi carichiamo gli zaini e affrontiamo il ritorno, Adriano fa il furbo, io sto zitto e percorriamo quindi con l'incazzatura di Maurizio il solito tremendo percorso ad ostacoli sul torrente.
Un unico brivido ... una scivolata di Paolo su un salto di almeno 20 metri, il nostro cuoco pazzo riesce comunque ad agganciarsi con un braccio ad un cavo d'acciaio sfilacciato, rimettendoci solo un bel contropelo su entrambe le gambe.
Dal ponte di Velina fino all'alpe Ompio è un continuo salire, ci concediamo un'unica sosta all'alpe Scellina per dar fondo alle scorte di cibo.
Che dire di questa nuova gita ad Orfalecchio, abbiamo si percorso 2 nuove vie, ma nulla di entusiasmante, ragazzi per la prossima volta vediamo di inventarci qualcosa di più pepato ... forse una discesa tutta in acqua da In la Piana fino all'Arca?
Vittorio