BAITA “Al Legn”
 
8 Dicembre 2005
 
Sin da principio era chiaro che non sarebbe stata una passeggiata qualunque. Una scarpinata in montagna nel rigido periodo invernale non è mai un’escursione qualunque; in più, questa volta, anche i miei compagni non sarebbero stati “compagni” qualunque, infatti, mi sarei accompagnato ai Trittoni Marini.
Così mi sono preparato. Ho cercato nei più reconditi angoli della mia abitazione tutto l’equipaggiamento sopravvissuto agli anni e ai traslochi fatti e mi sono presentato puntale al via, giovedì otto dicembre insieme a tutti i miei nuovi compagni d’avventura.
La mattina è grigia e fredda ma nessuno è preoccupato. Ci aspettavamo il freddo e sappiamo che il sole arriverà; per intanto a scaldarci basta il pensiero alle vedute incantevoli che ci aspettano.
Il trasferimento trascorre tranquillo nelle chiacchiere e dopo la sosta a Coldrerio si entra in Svizzera fino a raggiungere la nostra prima meta, Brissago.
Da questa cittadina svizzera, circondata da montagne coperte ancora dai boschi, sale l’erta e stretta strada al termine della quale ci ritroviamo per la vera partenza. La natura della strada e le nuvole grigie e basse ci portano la prima preoccupazione della gita: e se dovesse nevicare? Saremmo costretti a prolungare forzatamente la nostra permanenza al rifugio. Ma non è questo il momento di pensare alla discesa del giorno dopo: ci aspetta ancora la parte più faticosa e affascinante, la salita del sentiero che ci porterà ai 1.800 metri del rifugio “Al Legn”, sentiero che nessuno conosce e che è interamente coperto dalla neve.
All’inizio percorriamo una stradina ghiacciata, che attraversa un piccolo gruppo di case al termine delle quali inizia il bosco di betulle che ci farà compagnia per la primissima parte della salita e che diradandosi lascerà il posto ai tappeti di neve che ricoprono i declivi che ci sovrastano e che, a mano a mano che la salita procede, ci lasciamo alle spalle.
Il diradarsi del bosco ci rivela il vero tesoro di queste montagne: il panorama.
Subito lo sguardo può scendere fino al lago, che appare nero tanto sono scure le nuvole che incombono. Godiamo del susseguirsi dei paesi che gli fanno da corona, e se non fosse per queste nuvole grigie e basse, gli occhi potrebbero alzarsi sino a vedere le montagne più alte coperte di neve.
Ma la salita continua e si fa sempre più faticosa, soprattutto per coloro che sono davanti per segnare il sentiero che gli altri seguiranno. Maurizio, Vittorio, Adriano e Giacomo si alternano e salgono adagio, fermandosi a volte per riposare, ma anche per guardare quello che li circonda e soprattutto per alzare lo sguardo alla nostra meta.
Intanto la neve ci fa compagnia: un nevischio fine e bagnato che però non c’infastidisce perché la salita ci scalda.
L’arrivo ad un piccolo gruppo di stalle ci permette di riposare: è veramente molto faticoso salire e la differenza nell’allenamento tra chi è davanti e chi, dietro, è spesso costretto a fermarsi, si fa evidente.
Intanto la meta si avvicina: bisogna superare i tratti più ripidi di un sentiero che va formandosi passo dopo passo e che si fa sempre più difficile perché oramai sono più di due ore che camminiamo. Finalmente anche per gli ultimi la salita ripida finisce e comincia il declivio che li conduce al rifugio deve i primi sono già arrivati.
Il nostro riparo è una casetta di due piani recentemente ristrutturata: piccola, pulita e molto accogliente dopo una scarpinata durata quasi tre ore.
Al pianterreno si apre una stanza che contiene una stufa a legna e una cucina con tutto il necessario, dispensa compresa, per preparare i pasti; di fronte alla cucina due tavoli con rispettive panche e sedie dove trovano comodamente posto gli ospiti.
Una scala a chiocciola conduce al piano superiore dove una camerata, completamente rivestita con una perlinatura d’abete, accoglie dodici comodi letti.
La prima incombenza è quella di scaldare l’ambiente: il rifugio è abbandonato da una settimana e la temperatura interna è molto bassa. Carichiamo la stufa a legna e procuriamo la neve che, una volta sciolta, ci servirà per cucinare.
Quando la stufa comincia a crepitare gli indumenti bagnati dalla neve e dal sudore, sono messi ad asciugare. Il tè caldo e i panini ci hanno rifocillato e possiamo cominciare a godere l’accogliente ambiente e la compagnia, sempre più ciarliera, si fa allegra, anche perché Adriano riesce a bruciare i suoi pantaloni nel vano tentativo di asciugarli.
Intanto la sera è sopraggiunta e finalmente anche il sole decide di far capolino fra le vette: per qualche minuto dipinge di rosa i crinali delle montagne, facendoci mormorare che effettivamente valeva la pena fare fatica per ammirare questo spettacolo.
Il buio porta anche l’ora di preparare la cena; polenta, costine, formaggio e il dolce per festeggiare il compleanno di Maurizio.
Il lago appare ora illuminato dalle luci natalizie dei suoi paesi e anche i fuochi d’artificio che concludono la festa dell’Immacolata allietano la nostra permanenza al rifugio ora che la cena è finita e cominciano le chiacchiere che ci porteranno al riposo, non senza aver prima messo il naso fuori per ammirare un cielo che si è fatto finalmente sereno e che ci promette una bella giornata di sole.
La mattina seguente il sole, almeno lui puntale, si fa trovare ed è una giornata stupenda, ora abbiamo veramente la certezza che è valsa la pena fare tanta fatica per arrivare fino a qui. Dopo una frugale colazione e la toilette di alcuni di noi (vero Maurizio!!) i meno stanchi partono per esplorare le cime circostanti, gli altri restano al rifugio per prepara il pranzo e la partenza verso la città.
La discesa è senza dubbio più agevole ed il sole dona alla montagna un aspetto incantevole scaldandoci anche quando scivoliamo nella neve per divertirci un po’.
Quando rientriamo nel bosco sappiamo che la discesa è quasi finita e che ci aspetta il rientro in Italia turbato solo dal traffico che alla sera si fa sempre più intenso.
 
E’ stata proprio una bell’avventura: grazie ai Trittoni marini!
 
Paolo alle prese coi fornelli
Si scioglie la neve
Mmm ..che buoni gli scarponi ...
Giacomo
Vittorio che disastro!
Non ce la fa +
Verso nord
Tramonto
Spettacolo
Locarno
Cena
Auguri Maurizio
Siamo noi
La casetta dei 7 nani
Non è un quadro
Sembra che tutto lui
Antoni???
Noi
Al Legn
Il Passo
Maurizio e Adriano
Cinemascope
Adriano e Maurizio
I sette nani
Strada sdrucciolevole
Le isole di Brissago